Trichomi nel CBD: una migliore protezione della pianta
I tricomi sono quei minuscoli cristalli che ricoprono i fiori di canapa. E dietro il loro aspetto insignificante si nasconde un ruolo essenziale, quello della sopravvivenza della pianta. E se vi dicessimo che proteggono il CBD prima ancora che arrivi nel vostro macinino!
Cose da ricordare
- I tricomi sono le "fabbriche naturali" di CBD, CBG e terpeni.
- Servono principalmente a proteggere la pianta dal calore, dagli insetti e dai raggi UV.
- La loro qualità influisce direttamente sulla potenza e sull'aroma dei vostri fiori.
I tricomi: un'armatura naturale per la pianta
Quando si osserva da vicino un fiore di CBD, soprattutto alla luce, si notano queste piccole ghiandole trasparenti che brillano come zucchero: sono i tricomi.
E non sono lì solo per abbellire! Sono loro che producono i cannabinoidi, i terpeni e i flavonoidi, insomma tutto ciò che rende unica la pianta di canapa.
I tricomi compaiono quando il fiore inizia a formarsi. Assomigliano a minuscoli funghi, con un gambo e una testa arrotondata.
All'interno si trova un mini-laboratorio: enzimi, lipidi e cellule specializzate che lavorano insieme per produrre la resina. Ed è proprio questa resina che si ritrova poi nei prodotti al CBD, dai fiori agli oli, passando per i concentrati come il polline o l'hashish.
I tricomi esistono in diverse forme, ma i più importanti per la produzione di CBD sono:
- I tricomi ghiandolari: producono cannabinoidi e terpeni.
- I tricomi sessili: più piccoli, spesso presenti sulle foglie giovani.
- I tricomi bulbari: microscopici, ma presenti su tutta la superficie.
Ognuno svolge un ruolo specifico nella chimica della canapa. Insieme formano un vero e proprio scudo biologico.
Una protezione naturale contro il calore, i predatori e i raggi UV
I tricomi non servono solo a sintetizzare le molecole attive, ma garantiscono anche la difesa della pianta in ambienti spesso estremi.
La canapa, che cresca sotto il sole della California o in un clima più rigido, deve affrontare minacce naturali quali insetti, vento secco, talvolta eccessiva umidità o raggi UV intensi... Ed è qui che i tricomi entrano in gioco nellacoltivazione del CBD.
Uno scudo contro insetti e animali
I tricomi secernono una resina appiccicosa dal sapore amaro, che intrappola o scoraggia gli insetti che si avvicinano troppo. Alcuni animali, invece, evitano semplicemente la pianta a causa della sua consistenza e del suo odore forte.
È un'arma chimica naturale. Non servono pesticidi quando la pianta produce da sola il proprio scudo!
Protezione dal calore e dalla disidratazione
I tricomi agiscono anche un po' come una crema solare naturale. La loro struttura riflette parte della luce solare, evitando che le foglie e i fiori si brucino. Allo stesso tempo, lo strato di resina riduce la perdita di acqua, il che è un vero vantaggio per le piante coltivate in zone aride. Per questo motivo, le varietà ricche di tricomi sono spesso le più resistenti al calore e anche quelle che emanano gli aromi più intensi.
Un'arma contro i raggi UV
I tricomi contengono composti in grado di assorbire i raggi ultravioletti. Questi raggi UV, sebbene utili in piccole quantità, possono distruggere le cellule vegetali e rallentare la crescita.
Grazie ai loro tricomi, i fiori di CBD mantengono la loro integrità genetica e continuano a produrre cannabinoidi di qualità.
Si tratta di una difesa sottile, ma incredibilmente efficace, perché senza tricomi la pianta verrebbe letteralmente bruciata dal sole.
Cosa cambiano realmente i tricomi nella qualità del CBD
Più i tricomi sono abbondanti e intatti, più il fiore è ricco di CBD e terpeni. È semplice: è in queste piccole ghiandole che si gioca tutto.
Questo è anche il motivo per cui i coltivatori prestano particolare attenzione al loro sviluppo e alla loro conservazione. Il colore, la densità e la lucentezza dei tricomi sono tutti indicatori diretti della qualità di un fiore.
Un fiore ricoperto di cristalli ambrati o lattiginosi è perfettamente maturo. Troppo chiari? Non abbastanza concentrati. Troppo scuri? Il CBD inizia a degradarsi.
I tricomi svolgono anche un ruolo determinante in:
- L'aroma: grazie ai terpeni che contengono, i tricomi definiscono la firma olfattiva di ogni varietà (fruttata, legnosa, agrumata...).
- L'effetto: più tricomi ci sono, più marcato è l'effetto entourage. I cannabinoidi e i terpeni agiscono in sinergia per produrre un effetto più completo ed equilibrato.
- Conservazione: i tricomi intatti preservano la potenza e la freschezza del fiore, soprattutto se conservato in condizioni ottimali.
Come riconoscere un fiore ricco di tricomi?
Un piccolo test molto semplice: osservate il fiore sotto una luce bianca. Se brilla, quasi come se fosse ricoperto di brina, è un buon segno.
Toccatela delicatamente: deve essere leggermente appiccicosa senza essere umida. E, soprattutto, il profumo deve essere intenso e naturale.
Il ruolo dei tricomi dopo il raccolto
Anche dopo il taglio, i tricomi continuano a influenzare la qualità del prodotto finito. Durante l'essiccazione e la stagionatura, una manipolazione errata può romperli, causando una perdita di potenza. Per questo motivo, i fiori di alta qualità vengono spesso manipolati a mano, a bassa temperatura, e conservati al riparo dalla luce.